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Buon compleanno, leggenda!

Buon compleanno, leggenda!

Di Edvard Cucek (articolo apparso su Osservatorio Balcani e Caucaso – Transeuropa il 23/09/2019)

Davorin Popović, frontman e  cantante della mitica band sarajevese “Indexi” oggi avrebbe compiuto 73 anni. Ci ha lasciato troppo presto, 18 anni fa addirittura. Da quel 18 giugno del 2001 Sarajevo è sicuramente rimasta più povera senza quest’uomo straordinario, ma più orgogliosa perché Il Cantante, come lui stesso amava chiamarsi, era l’anima della città. Lui era Sarajevo e Sarajevo era lui.

Davorin Popović, Dačo, Pimpek e alla fine “Il Cantante” come si descriveva non volendo mai essere reputato di più di quello che nella vita faceva con il suo leggendario e fino ad oggi insuperabile gruppo di musica pop rock progressiva di nome “Indexi”.

Ma era molto di più.

Archivio privato scatto di agosto del 2019 - Murales inaugurato a giugno di quest’anno a Sarajevo via  Radiceva ulica
Archivio privato scatto di agosto del 2019 – Murales inaugurato a giugno di quest’anno a Sarajevo via Radiceva ulica

Da promessa sportiva a rivoluzionario del rock progressivo

Davorin nasce nel 1946 in casa della famiglia Popović delle origini isolane. I suoi Popović una volta vennero a Sarajevo dalla bellissima isola di Hvar (Lesina) in Croazia. Pochi lo sapevano e nella sua Sarajevo non era importante. Dal nome e cognome del Cantante non si poteva nemmeno capire di che etnia, se la avesse mai voluto riconoscere, lui fosse. Diventò famoso nella propria città già da giovanissimo, come ottimo pallavolista e cestista. Nel mondo di pallacanestro nei primi anni sessanta figurava come “il migliore che la città di Sarajevo fin allora abbia visto”. Per il “KK Zeljezničar” la squadra cestistica, seconda dopo la “Bosna” (vincitrice della medaglia d’oro nel campionato cestistico dell’Europa a Grenoble nel 1975), ha giocato più di 500 partite. Resterà ricordato come ragazzo a cui la palla si attaccava alla mano. Riusciva a fare l’impossibile. Anche se né alto né robusto come gli avversari spesso portati alla disperazione causa suo modo di giocare.

Come studente della -Facoltà delle Scienze Politiche- comincia sempre di più dedicarsi alla musica. Dal 1968 smette di praticare i due sport in modo attivo. Nel modo dei cosiddetti VIS (gruppo vocale e strumentale) approda nel 1962 con la band “Lutalice” (Vagabondi) e dal 1964 fino al decesso nel 2001 resta sempre fedele e inseparabile dalla sua band “Indexi”.  Insieme a lui a trasferirsi da una band ad altra, anche se nessuno in quegli anni lo sapeva, saranno anche Slobodan Bodo Kovačević, il miglior chitarrista della ex Jugoslavija, e Fadil Redžić, il basso elettrico più originale che quella terra abbia mai dato. Loro due saranno il duo tipo Lennon /McCartney bosniaci, dando al gruppo e alla discografia jugoslava in generale i più grandi e intramontabili successi musicali. Il fatto che i tre si trovassero insieme era un buon inizio di una storia diventata unica e non solo nel mondo della musica bosniaco erzegovese e jugoslava. Alla batteria ci fu Ismet Arnautalić e alla chitarra ritmica Đorđe Kisić.

Dall’inizio era chiaro che i ragazzi avevano, oggi si direbbe, il fattore X. Appena Il Cantante, dopo primi due anni di carriera vissuta con il nuovo gruppo, riuscì a riconoscere e consolidare la dote che probabilmente aveva dalla nascita. Una voce potente ma sofisticata, definita come tante “la voce nasale” (voci sempre particolari) ma con un timbro molto raro. Difficile da imitare, anche quando si trattava di imitazioni allo scopo umoristico e comico. Il Cantante riusciva a dare il massimo delle corde vocali quando gli atri di solito rimanevano senza fiato. Proprio come lo definisce la medicina “la risonanza nasale aiuta ad eliminare lo sforzo delle corde vocali”. E di conseguenza il canto di Davorin Popović, dal vivo o no, faceva un effetto straordinario.

Le cose per gli Indexi partirono a gonfie vela dopo la vittoria ad un festival di Belgrado nel 1963. Il premio fu la possibilità di registrare un disco single. Uscì il loro primo disco con quattro temi strumentali stile Shadows.  Una curiosità che li porterà nelle acque della musica d’autore era il fatto che le radio emittenti, Radio Sarajevo compresa, nei primi decenni dopo guerra evitavano in tutti i modi di mandare in etere le canzoni cantate, anche se in inglese, dai gruppi jugoslavi. Si favoriva la madre lingua ufficiale, ovvero il serbo croato.

Già nel 1967, individuata la strada dell’avvicinamento al pubblico, parteciparono ad un altro festival, la prima edizione di  “Vas šlager sezone”- (Vostra canzone della stagione), all’epoca importante, con un  brano scritto da Popović e Kovačević intitolato “Per le piccole cose litighiamo noi”.  Un grande successo musicale fu lanciato e gli “Indexi” spazzarono via praticamente qualsiasi concorrenza esistente nel ambito dei gruppi musicali negli anni sessanta.

Seguirono tre concerti a Londra, si scherzava che in quel occasione Freddie Mercury copiò l’idea del suo look anni ottanta proprio dal Cantante.

Fine degli anni sessanta ed il decennio successivo furono gli anni d’oro per i “fabulous five” di Sarajevo. Anche quando gli studi musicali di registrazione (in uno dei casi proprio quello di capofila “Jugoton” di Zagabria) si rifiutarono di pubblicare qualche brano come nel 1969 quello straordinario di nome “Plima” (La Marea).  Boiccotato per tre lunghi anni ma una volta uscito nessuno più lo poteva fermare. Brano considerato antologico ed il primo caso di un “prodotto jugoslavo” completamente rock (ovviamente stando ai tempi che correvano) cantato in lingua madre e di un arrangiamento musicale “senza tempo”. Il loro modo di suonare virtuoso e abbastanza libero dai cliché degli anni settanta e la voce originale ed innovativa del Cantante li tenevano sempre abbastanza alti nelle classifiche anche quando alla fine degli anni settanta e nei primi anni ottanta le nuove tendenze musicali e i nuovi talenti cominciarono ad affermarsi sui palchi e nel mondo discografico. Alla fine: 3 album usciti dagli studi musicali, 27 dischi single, 7 compilazioni e 2 live album musicali e quasi 40 anni di carriera mai interrotta seriamente, tranne negli anni dell’assedio di Sarajevo, testimoniano abbastanza. Tutto questo non può brillare di più e non può oscurare la figura di Davorin Popović e quello che lui era come persona umana.

L’anima della sua Sarajevo

Il Cantante non lascerà mai la propria città. Nemmeno quando tanti artisti, e Sarajevo ne era un vivaio, durante gli anni bui di orrore favorirono il buon senso e contro i sentimenti e con qualche valigia decisero di cercare la salvezza dovunque. Mentre Sarajevo, come è sempre stata, a questi con molta fatica riesce perdonare, Il Cantante invece era anche in questo caso controcorrente. Non li giudicava, come diceva: “quando scoppia il pandemonio nemmeno chi pensa di conoscere sé stesso non sa come reagirà”. Cercava e invitava concittadini di fare il possibile affinché tutti coloro che avevano dovuto lasciare Sarajevo al più presto possibile tornassero. Per renderla quella di prima.

“Questo, adesso dopo la guerra, è il nostro compito”, lo ribadiva in varie occasioni.

Quanto era diverso e altruista, imprevedibile nel senso positivo e apprezzato anche da chi non l’ho conosceva personalmente raccontano tanti aneddoti.

In occasione di un’intervista a Davorin nel 1976, il giornalista della famosa rivista belgradese “Džuboks” (Jukebox) Petar Popović ricorda come dopo il giro per Sarajevo che inevitabile precedeva qualsiasi intervista con Davorin si accorse che aveva rotto l’orologio e aveva perso il borsellino con i documenti. Per l’orologio c’era poco da fare, per il borsellino invece ci pensò Davorin. Scese velocemente fino alla ultima trattoria dove si erano fermati prima di iniziare l’intervista nel suo appartamento per spargere la voce. Quando tornò gli disse che il borsellino sarebbe stato trovato. La mattina dopo alla porta di Davorin suonò un piccolo Rom con in mano il suo borsellino. Con tutto dentro.

Davorin gli chiese; Dove l’hai trovato?

“Non l’ho trovato io”, rispose.

“Ho girato tutti i posti che mi hai indicato e ho detto a tutti che tu lo cercavi. Qualcuno lo aveva già portato via. Poi mi hanno chiamato per consegnarmelo.”, raccontò il ragazzo.

Davorin gli diede la mancia senza permettere al giornalista di sapere quanto.

Così scrisse Petar Popović dopo quella lunga antologica intervista.

Accuse infondate

Il giorno prima dell’assedio di Sarajevo Davorin e un calciatore noto di nome Safet Sušić ricevettero una telefonata direttamente da Željko Ražnjatović Arkan, poi conosciuto meglio per i crimini contro i non serbi in Bosnia. Arkan telefonò per dire a loro di scappare subito via. Sapeva bene che cosa seguiva il giorno dopo. Qualche anno dopo Davorin darà anche la conferma di questa telefonata in una trasmissione televisiva.

Davorin rifiutò di andarsene e fu messo sulla lista nera della macchina propagandistica del regime di Slobodan Milosevic. Sui giornali serbi come “Politika”, Večernje novosti” e “Politika Express” per alcuni mesi si scriveva di “Mostro di Sarajevo”e della sua gestione dello “Zoo di Sarajevo” dove avrebbe aperto anche una specie di prigionia per i serbi con i quali cibava i leoni dello zoo.

Così un altro giornalista serbo di spessore, Petar Luković ricordava quanta ingiustizia è stata fatta ad uno come Davorin in un articolo intitolato “Nije gotovo” (Non è finita) scritto per dare l’addio al Cantante, deluso profondamente perché la menzogna non è mai stata ufficialmente smentita e chi la diffondeva sui giornali mai sanzionato.

Ricordi indelebili

Dopo la triste notizia della morte di Davorin, Ahmed Burić, giornalista bosniaco, scrive con molta tenerezza ma anche schiettezza per il settimanale “BH Dani” di quello che Il Cantante era fuori dal mondo musicale.

Sono convinto che un riassunto delle testimonianze che questo giornalista, attento e consapevole, ci ha lasciato e salvato dall’oblio, meriti di essere riportato anche in questa occasione.

Burić nel suo testo del 2001 riporta una testimonianza confermata personalmente da uno dei protagonisti, allenatore di Judo Brane Crnogorac.

“In seguito ad un avvertimento dalle forze dei ribelli serbo bosniaci agli abitanti di Faletići, una frazione di Sarajevo, di abbandonare le case, altrimenti sarebbero stati tutti uccisi, Davorin decise di formare una delegazione composta dai sportivi con una certa reputazione in città. Era il luglio del ’92 e dopo aver sentito che tra i soldati serbi c’erano dei giovani pugili e altri atleti attirati dalla “causa nazionale” cercò di puntare sulla solidarietà e su quel legame che tra i sportivi esiste tacitamente. La delegazione alla fine fu composta dal testimone diretto Brane Crnogorac, un dirigente dei -Servizi di sicurezza- ancora attuale, un selettore della squadra nazionale dei pugili e Davorin. Quel mattino, completamente disarmati, si avviarono verso il primo posto di blocco delle forze serbo bosniache per incontrare chi comandava i soldati, giovani fuggitivi da Sarajevo. Lì Davorin si scatenò quasi dando le lezioni di patriottismo a chi gli stava davanti. Rimproverava i giovani soldati serbi cercando di convincerli di non distruggere la propria città. Li invitava di tornare a casa con i toni aspri e quando gli rispondevano che il loro posto era lì con il proprio popolo lui contrastava ancora più forte, chiedendo se questo significasse che lui non era del loro popolo. Scagliandosi contro un giovane pugile sul quale il Kalašnjikov sembrava un giocattolino.  Infine insoddisfatto di quanto ottenuto chiese agli interlocutori di portarlo “su dai capi”. Quando gli risposero che sopra non c’era più nessuno e poteva andare soltanto da Milosevic con una dose di cinismo i suoi amici lo costrinsero a tornare in città”.

Ultime imprese

Nonostante quanto e come la propaganda impegnata contro qualsiasi forma presente o futura della convivenza in Bosnia ed Erzegovina cercava di infangare il nostro Cantante, proprio lui con i suoi Indexi fu il primo a tenere uno spettacolo, tre concerti completamente svenduti, proprio a Belgrado il 24.04.1998. Lo fece quando nessun artista bosniaco di ogni genere osava farlo. Soli 3 anni dopo la guerra mettendo così l’opinione pubblica a dura prova e dividendola decisamente. Senza timore Indexi, come nei tempi di gloria, si presentarono davanti al pubblico serbo smontando ogni accusa fatta al Cantante con la loro musica invincibile. Dopo Belgrado seguiva Novi Sad che fu un altro successo.

L’ultimo concerto regalato alla loro città Indexi hanno suonato nel ottobre del 2000. L’ultima volta che si sono esibiti insieme al Cantante fu il 05.05.2001 a Banja Luka (un’altra roccaforte dalla quale qualche anno prima partivano le “accuse” contro di lui) nonostante le sue condizioni di salute furono più che precarie e lui non voleva assolutamente cancellare quel concerto.

Davorin Popović- Il Cantante, morirà nemmeno un mese dopo lasciando ed un vuoto che difficilmente mai più potrà essere riempito. Le autorità sarajevesi hanno voluto ricordarlo dedicandogli una via in periferia assoluta, un “monumento” di vetro e, forse la miglior cosa che potevano fare, hanno fatto a giugno di quest’anno con il murale in via Radićeva in centro della città. IL Cantante adesso è uno dei pochi, insieme a David Bowie, che ci guarda dall’alto, dalle facciate della sua Sarajevo.

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Pranzo Bosniaco, Teatro tra Prijedor e Trento e altro ancora

Pranzo Bosniaco, Teatro tra Prijedor e Trento e altro ancora

Nel contesto della Sagra dei SS. Anzoi di Mattarello le associazioni Circolo ACLI Mattarello – Fondo Progetti di Solidarietà, – Associazione Progetto Prijedor – Docenti Senza Frontiere, propongono le seguenti iniziative:

Mostre:

  • “Prijedor: città dei murales” presentazione delle opere vincitrici del concorso internazionale, che dal 1998 vengono realizzate sulle pareti di alcuni edifici, pubblici e non, della città.
  • “Ambiente e Sostenibilità” Esposizione delle opere che hanno partecipato al concorso per la realizzazione del quaderno etico, distribuito da Docenti Senza Frontiere agli alunni nel prossimo anno scolastico, nonché per il diario interamente dedicato all’ambiente (con anniversari, personaggi, giochi, letture a tema); hanno partecipato anche alcune classi del Liceo Artistico Alessandro Vittoria e l’Istituto Sacro Cuore con indirizzo grafica di Trento.

Sabato 31 agosto ore 16.00: Presentazione delle mostre.

Orari mostre: presso Sala del Consiglio via G. Poli n. 4 – al 2° piano.

giovedì 29 e venerdì30 dalle 20.30 alle 22.30

sabato 31 agosto e domenica 1 settembre dalle 10.00 alle 22.30

lunedì 2 settembre dalle 20.30 alle 22.30

  • Pranzo Bosniaco sabato 31 agosto ore 12.30 presso piazzale Ergolding – Mattarello. Maggiori dettagli sul libretto della sagra.

è gradita la prenotazione:- tel. Dario 340 824 8991 o Vittorio 328 037 2846

  • Mercatino dell’artigianato somalo e del libro usato

orari: sabato 31 agosto 16.00- 22.00; domenica 1 settembre 11.00 – 22.00 presso piazzale Ergolding

Clicca sulle immagini per scaricare i manifesti degli eventi.

Pranzo Bosniaco     Spettacolo teatrale

 

 

“Due scuole sotto un tetto”: separazione etnica a scuola in BiH

“Due scuole sotto un tetto”: separazione etnica a scuola in BiH

di Edvard Cucek

Segregated Schools_BiH

“Due scuole sotto lo stesso tetto” è un fenomeno del periodo postbellico che tristemente dura tutt’oggi. Uno dei casi “modello” è proprio l’edificio di epoca austroungarica che ospita due istituti scolastici i quali sono frequentati dagli studenti che seguono due programmi scolastici leggermente diversi (uno croato- importato dalla Croazia) e l’altro bosniaco (per bosgnacchi musulmani). L’inizio delle lezioni è pianificato rigorosamente seguendo due fasce orarie diverse. Il fatto di eseguire le lezioni con gli orari completamente sfasati è un sistema pensato proprio per impedire, per quanto possibile, il contatto tra i ragazzi, nominalmente, di due etnie diverse. Addirittura gli orari delle ricreazioni non combaciano.

Trattandosi di un caso dove il recinto che divide i cortili delle due scuole(rispetto ad altre situazioni dove i dirigenti si sono dati da fare costruendo muri alti anche 2 metri per dividere anche gli sguardi dei giovani) il caso di Travnik potrebbe essere considerato una segregazione scolastica “soft”. Sarà per mancanza di una muraglia tra due scuole oppure perché i tempi che corrono stanno portando in quel Paese martoriato qualcosa di buono ma un altro colpo ai sostenitori della divisione e segregazione tra i giovani di Travnik è arrivato. Inaspettatamente. Fulmine a ciel sereno si dice anche in Bosnia (e in Italia).

Bosnian couple

Un matrimonio – ecco il caso – celebrato alla fine del mese di giugno di quest’anno, tra una giovane e bella ex studentessa del – Liceo Cattolico Petar Barbarić- di nome Elisabeth Hrgić (palesemente di religione cattolica) e il suo amore “dai tempi della segregazione” ex studente della Scuola superiore mista di nome Inas Dagoja di appartenenza bosgnacco musulmana. L’annuncio della loro decisione di sposarsi ricorrendo ai rischi della “controtendenza” è stato accompagnato dalle foto che li immortalano.

E’ stato un bel pugno in faccia a chi si impegna quotidianamente per creare i presupposti per rendere la convivenza impossibile. Mentre la regione festeggia questi due eventi, che paiono di estrema importanza, girano già i commenti e varie dichiarazioni che cercano anche di sminuire quanto accaduto. Una dichiarazione del dirigente del “Liceo Cattolico” annuncia un nuovo recinto che dovrebbe proteggere l’intero edifico. Effettivamente l’edifico è la proprietà della curia di cui una parte è stata ceduta per fini di insegnamento scolastico al ministero dell’Istruzione del Cantone della Bosnia Centrale. Per il momento non è chiaro quale proprietà il nuovo recinto dovrebbe proteggere. Se l’edificio storico oppure le istituzioni scolastiche ospitate?

Per altro, con una sentenza definitiva del 2014, la Corte Suprema della Federazione della Bosnia ed Erzegovina (una della due entità bosniache) si è pronunciata contro l’esistenza di “due scuole sotto lo stesso tetto” in quanto simboli di una innegabile segregazione degli studenti su base etnica.

 

PRIMA FIERA DELLE COOPERATIVE SCOLASTICHE A PRIJEDOR

PRIMA FIERA DELLE COOPERATIVE SCOLASTICHE A PRIJEDOR

Si è svolta oggi (3 giugno 2019) con grande successo di partecipazione, la prima fiera delle cooperative scolastiche di Prijedor.

11 scuole elementari e medie e 3 scuole superiori hanno presentato al pubblico di Prijedor le loro esperienze scolastiche nel campo dell’educazione cooperativa. Il lavoro dell’educazione cooperativa – sostenuto dal comune di Trento è iniziato tre anni fa con un corso svolto a Trento per un piccolo gruppo di insegnanti e che poi è proseguito a Prijedor coinvolgendo un numero sempre maggiore di scuole e di insegnanti.

Fino ad ora a fine anno scolastico le esperienze sono sempre state presentate nell’aula magna della scuola agraria, ma da quest’anno abbiamo voluto coinvolgere anche la popolazione sui valori e sui principi cooperativi, ed abbiamo perciò presentato in piazza tutte le esperienze.

Alla presenza del Vicesindaco di Prijedor, dei rappresentanti dell’Agenzia per la democrazia locale e dei rappresentanti dell’Associazione Progetto Prijedor di Trento – Dario Pedrotti e Silvano Pedrini – le studentesse e gli studenti delle diverse scuole hanno allestito le loro bancarelle esponendo i prodotti che hanno realizzato nei  percorsi educativi di questo anno scolastico.

Alcuni erano prodotti destinati alla vendita, manufatti con prodotti riciclati, piccole realizzazioni e prodotti dei tre orti che sono stati gestiti da tre scuole dell’obbligo; altri, in particolare per le scuole superiori erano manufatti nel campo del legno, dell’elettronica e della meccanica frutto di studio e di sperimentazione nei rispettivi corsi di specializzazione.

E’ stata questa un’occasione per presentare alla cittadinanza il frutto del lavoro e dell’impegno che studenti e insegnanti hanno messo in campo nelle loro attività.

Citiamo in particolare le esperienze degli orti perchè è stato attivato un percorso di coinvolgimento della scuola agraria che ha costituito l’associazione cooperativa scolastica per fornire aiuti di consulenza, di formazione, di fornitura di piantine da orto per gli adulti e per le tre scuole dell’obbligo impegnate nel progetto “TRE ORTI PER TRE SCUOLE”.

L’esperienza della cooperativa ha fornito agli studenti competenze nel campo della imprenditoria giovanile, nel campo di organizzazione di impresa, nel campo della cooperazione.

Gli studenti della scuola “CIRILLO E METODIJE” hanno dichiarato che attraverso il lavoro in serra hanno sviluppato anche valori universali quali il rispetto, lo spirito di gruppo, l’impegno, la coscienza ambientale, ma soprattutto ci hanno messo il cuore e si sono divertiti molto.

A conclusione della manifestazione è stato riconosciuto un piccolo premio di partecipazione messo a disposizione dal Comune trentino di Cavalese e sono stati premiati in particolare i lavori della scuola di” MECCANICA-FALEGNAMERIA” e della scuola dell’obbligo “DOSITEJ OBRADOVIC”.

Alla manifestazione tenutasi nella piazza principale di Prijedor era presente un pubblico numeroso e interessato (i ragazzi sono stati contenti delle vendite e degli incassi) ed ha ritrovato interesse anche dalle televisioni e radio locali e sulla stampa.

 

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Sabato 6 Aprile- Inaugurazione mostra “Prijedor: città dei murales”

Sabato 6 Aprile- Inaugurazione mostra “Prijedor: città dei murales”

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Il premio internazionale è intitolato a Paola de Manincor, artista trentina che nel 1998 ha realizzato, con il sostegno della Città di Trento, il primo murales a Prijedor. L’azione intrapresa dall’associazione Progetto Prijedor prevede l’organizzazione del concorso per perseguire determinati obiettivi ritenuti strategici per lo sviluppo economico e culturale della città. Il bando di partecipazione al concorso, grazie al quale vengono selezionate le proposte migliori, viene emanato ogni anno; le proposte migliori vengono quindi esposte in una delle gallerie di Prijedor e, durante la serata di inaugurazione della mostra, viene proclamato il vincitore del concorso. Tre mesi dopo la proclamazione dell’opera vincitrice, l’opera selezionata viene realizzata sulla facciata dell’edificio individuato della città.

Allo stato odierno dei fatti sono state realizzate 6 edizioni del concorso, delle quali abbiamo il piacere di esporre tutte le opere vincitrici, nonché alcuni dei bozzetti presentati in alcune delle sue edizioni, al Palazzo Maffei di Lavis sabato 6 e Domenica 7 Aprile 2019.

 Che l’arte riempia pure voi, così come colma gli occhi i cuori dei prijedorciani e di tutti i visitatori che si imbattono in questa cittadina situata nel nord della Bosnia Erzegovina.

Contributi pubblici ricevuti – anno 2018

Contributi pubblici ricevuti – anno 2018

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Per rispondere all’esigenza di trasparenza così come stabilito dalle norme di legge e per permettere ai nostri lettori una migliore comprensione della portata del nostro lavoro, di seguito trovate il file pdf contenente l’elenco completo dei contributi pubblici ricevuti dalla nostra Associazione nell’anno 2018.

Nel documento vi sono indicati tanto la denominazione del soggetto erogante, la somma e la data di incasso, quanto la causale.

CONTRIBUTI-PUBBLICI-RICEVUTI-NEL-2018.pdf

Interscambi ed esperienze di associazioni cooperative scolastiche a confronto tra Trentino e Bosnia Erzegovina

Interscambi ed esperienze di associazioni cooperative scolastiche a confronto tra Trentino e Bosnia Erzegovina

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 L’anno scorso, la visita di docenti e dirigenti della comunità di Prijedor a Trento è stata l’occasione per incontrare gli insegnanti trentini e offrire un momento formativo per riflettere sull’importanza delle relazioni e degli scambi tra scuole di differenti contesti.

L’incontro ha avuto lo scopo di favorire la creazione di legami educativi tra insegnanti e promuovere lo scambio di buone pratiche attraverso la valorizzazione di esperienze maturate. L’evento si proponeva di sviluppare consapevolezza interculturale e coscienza critica della propria realtà e di realtà differenti, di consolidare scambi professionali e attivare esperienze di cooperazione tra scuole con il sostegno dei soggetti del territorio.                            A seguito di questi incontri sono nati dei gemellaggi tra:

  • due classi dell’Istituto Superiore la Rosa bianca di Predazzo e la Scuola Economica di Prijedor ;
  • una classe del Liceo galilei di Trento e il Liceo di Prijedor;
  • una classe dell’Istituto Agrario di San Michele e l’Istituto Agrario di Prijedor.

Il gemellaggio si è concretizzato con visite-studio presso le rispettive scuole ma con il valore aggiunto che gli studenti si sono ospitati reciprocamente nelle proprie famiglie.

In questi giorni, a distanza di un anno, si è rinnovato lo scambio ed il confronto di esperienze scolastiche tra 18 insegnanti di Prijedor e 6 insegnanti del Trentino. E’ stata l’occasione per far emergere dal percorso intrapreso ulteriori spunti di interesse su temi e competenze relative all’educazione alla cittadinanza globale, ed in particolare sull’educazione ambientale e sull’educazione cooperativa a scuola.

Il programma è stato il seguente:

Venerdì 9 novembre 2018:

  • Incontro presso il Comune di Trento con la responsabile Imelda Nicolussi e gli operatori ambientali. In particolare è stato messo in evidenza il ruolo dell’amministrazione comunale nell’educazione delle giovani generazioni sulla tutela dell’ambiente, sulla raccolta differenziata e sulla gestione dei rifiuti;
  • Incontro con i docenti e gli studenti della classe 4cat – Costruzioni Ambiente Territorio – Iti Buonarroti-Pozzo di Trento che hanno presentato la loro esperienza di cooperativa scolastica per la realizzazione di un progetto di parco nel Comune di Roncegno. L’esperienza riportata dagli studenti in lingua inglese ha suscitato un vivo interesse tra gli insegnanti di Prijedor.
  • Incontro con la docente Chiara Pellegrini che con gli studenti della cooperativa scolastica Ort-Artigianelli, che ha presentano la loro esperienza e le attività intraprese e in modo particolare si sono soffermati sul progetto e la didattica di riferimento propri dell’educazione cooperativa: lavorare in gruppo, prendere decisioni condivise, cooperare per risolvere problemi.

  Sabato 10 novembre 2018:

  • Incontro presso il bar del Castello del Buonconsiglio gestito dalla cooperativa Samuele con la presidente Barbara Grassi della cooperativa “Forchetta e Rastrello” e con la vicepresidente dell’associazione Donne in cooperazione, Fiorella Corradini. In questa sede sono stati affrontati i temi delle cooperative sociali e in particolare della cooperativa “Forchetta e Rastrello”, dei rapporti e le dinamiche che si instaurano dentro le cooperative e dentro le associazioni, le difficoltà di coniugare tempi di lavoro e famiglia, i rapporti di potere e le differenze di genere nei rapporti lavorativi.
  • Per spiegare il contesto delle esperienze cooperative ha contribuito la voce autorevole ed unica a livello nazionale di Flavio Beozzo, promotore delle cooperative scolastiche in Trentino. Ne è seguita la visita al negozio di via S. Marco, dove la cooperativa Samuele vende i suoi manufatti.
  • Il pomeriggio, presso il Centro per la Cooperazione Internazionale, Martina Camatta e Marco Abram hanno concluso il percorso di formazione di 10 ore riguardante il progetto “Proposta formativa per lo scambio tra docenti del Trentino e della regione balcanica”. Gli obiettivi del progetto sono stati:                                                    – comprendere le potenzialità educative nella costruzione di una società equa, giusta e solidale;                              – presentare e sperimentare le metodologie dell’ECG;                                                                                                          – conoscere il contesto dei Balcani e del Trentino attraverso cenni storici e culturali;                                                    – conoscere un segmento particolare della storia del Novecento;                                                                                        – sensibilizzare al tema della memoria;                                                                                                                                      – condividere esperienze e buone pratiche attraverso le testimonianze di insegnanti e studenti/ esse che hanno partecipato ad attività  di   scambio con i Paesi balcanici.

Trento, il 13 novembre 2018                                                                                 Il Presidente                                                                                                                                                                                               Dario Pedrotti

Viaggio a Prijedor di settembre 2018

Viaggio a Prijedor di settembre 2018

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E come di consueto, pure nel mese di Settembre di quest’anno è partita per Prijedor una delegazione di 15 persone coinvolte nel viaggio ricco di eventi ed attività da svolgere in vista di una programmazione del lavoro dei prossimi mesi, e tenutosi dal 27 al 30 settembre 2018.
Alcuni erano componenti del direttivo della nostra Associazione, altri erano persone ruotanti attorno all’Associazione sostenendone l’operato tramite donazioni o affidi a distanza. Ed infine, ma non meno rilevanti, v’erano i professori delle scuole superiori trentine per concordare assieme ai docenti di Prijedor il “Regolamento della rete formativa di interscambio permanente” che risponde ad uno degli obiettivi specifici previsti nel “Progetto interscambi 2017”. Inoltre, i medesimi professori hanno progettato assieme ai colleghi bosniaci il viaggio dei liceali verso Trento, individuando la settimana dal 18 al 21 ottobre 2018, di modo da concretizzare anche la seconda parte relativa a tale scambio già iniziato a Marzo.
Altri facente parte della delegazione sono stati Nadia Martinelli, Presidentessa dell’Associazione Donne in cooperazione e Luigi Penasa, Presidente dell’Associazione d’arte Andromeda e membro della giuria che ha scelto il murales vincitore dell’ultima edizione del contest.
Una ricchezza di persone che ha reso un viaggio carico di appuntamenti in una piacevole permanenza nella cittadina bosniaca.
Se da un lato si è proceduto alla firma del Regolamento inerente i progetti di gemellaggio tra scuole trentine e bosniache, fondamentale tappa per consolidare quella che è la rete che sta per giungere alla sua terza edizione.

Dall’altro lato si è svolta la cerimonia di premiazione dei migliori lavori eseguiti dalle cooperative scolastiche di Prijedor: un momento che ha visto la nostra delegazione interfacciarsi con un’aula gremita di professori referenti dei vari progetti e di studenti che si sono impegnati attivamente nel portare avanti gli stessi e coinvolti pure nell’esposizione, come ulteriore forma di partecipazione e di responsabilizzazione delle giovani generazioni.
Il terzo premio, ad esempio, è stato assegnato al progetto dal titolo “Ricicla e fai profitto” che ha visto la cooperativa scolastica realizzare grembiuli con decorazioni floreali tipiche del Monte Kozara utilizzando materiali di riciclo e dalla cui vendita sono stati ricavati proventi spesi, poi, per la sistemazione del giardino della scuola. O ancora, la cooperativa nata dentro la Scuola musicale che, tramite l’organizzazione di concerti sul territorio, è riuscita a coprire le spese della gita scolastica delle classi coinvolte nel progetto.
E dunque, tante iniziative che necessitavano di un momento di riconoscimento pubblico per l’ottimo lavoro svolto e rispondente alle finalità del progetto finanziato dal Comune “Formazione e sostegno dell’imprenditorialità giovanile a Prijedor 2018”.
Abbiamo poi visitato il Centro sociale di Ljubija e che rappresenta l’unico luogo aggregativo per anziani e persone che vivono in estrema povertà di una circoscrizione a 15 km da Prijedor.
Un piacevole, seppur impattante, dialogo con la coordinatrice del Polo Sociale e noi, ci ha aiutato a tenere monitorato quel luogo ed il lavoro ivi svolto (mensa, centro diurno, sede circoscrizione – anagrafe – sede associazioni, magazzino, servizi alla persona, …). Uno spazio che abbiamo sostenuto fin dalla sua creazione e che con soddisfazione ci ha ricordato che i progetti di cooperazione allo sviluppo negli anni danno i propri frutti.

Alcuni membri della delegazione si sono impegnati nel fare visita alle famiglie beneficiarie di affidi a distanza, consolidando rapporti e relazioni, unitamente all’aiuto economico per provvedere ai loro bisogni primari. Hanno poi incontrato i giovani universitari che usufruiscono di borsa di studio per concordare con loro un lavoro comune a favore dei giovani coetanei che non hanno più speranza e cercano di lasciare il loro Paese; progetto che la nostra Associazione sta realizzando per definire al meglio l’impronta che vuole puntare sulle giovani generazioni al fine di raggiungere lo sviluppo economico e sociale di Prijedor.
Infine, il terzo giorno, abbiamo inaugurato il nuovo murales su un edificio che dà sulla via d’accesso alla città: era presente la cittadinanza, così come il Sindaco e il direttore della Galleria d’Arte di Prijedor. Si tratta del sesto murales vincitore del concorso internazionale “Paola de Manincor” e che, assieme a tutti gli altri, fa rivivere la città grazie ai colori della street art. Inoltre, è stato riqualificato il primo murales realizzato nel 1998 da Paola de Manincor nel cortile della scuola di falegnameria e siderurgia, il quale è stato danneggiato un anno fa. L’opera che ne è uscita è un elogio ai colori, alla grandezza ed alla speranza nella rinascita.

E l’arte non ci ha accompagnato solo come arte visiva, ma pure come musica. In una ricca biblioteca della scuola primaria di Ljubija siamo stati accolti dalle note del piano antico a coda, donato da Luisa Cappelletti, anche lei presente con noi durante il viaggio, suonate da un talentuoso studente del conservatorio e che ci ha regalato momenti indimenticabili per la mente e il cuore.
Nella scuola meccanica è stato realizzato e messo a norma, grazie al contributo della Regione Trentino Alto Adige – Süd Tirol, un laboratorio per l’apprendimento pratico e inaugurato in questa occasione.
Come constatabile, sono stati quattro giorni densi ed intensi, vissuti con un occhio che andava un po’ oltre al mero monitoraggio e valutazione dei singoli progetti intrapresi durante l’anno 2017 – 2018.
In conclusione siamo soddisfatti dell’esperienza vissuta e ciò ci appaga rinnovando in noi l’impegno a continuare le relazioni con i nostri amici di Prijedor.

Articolo e foto di: Hajar Boudraa

A teatro “Il peso della notte” con giovani trentini e di Prijedor

A teatro “Il peso della notte” con giovani trentini e di Prijedor

peso della notte A4-1

 

peso della notte A4-2

 

Di seguito, un breve video che riprende una parte dello spettacolo andato in scena nei teatri trentini nell’estate 2018.

Sono state eseguite delle repliche all’interno del Liceo Galileo Galilei e dell’Istituto agrario di San Michele all’Adige  nella mattina e nel pomeriggio di venerdì 19 ottobre 2018 .

Sabato 20 ottobre 2018 è andato in scena, invece, nel Teatro di Mezzolombardo con il pubblico privilegiato degli studenti del territorio medesimo.

Il tour dello spettacolo è continuato, poi, nella cittadina di Prijedor il Sabato 16 Febbraio 2019.